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Potevi pensarci prima
Data
Lun 10 marzo 2025
Orari
18:30
Ingresso
Gratuito
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Ho lasciato che fossi
la maternità – percepita, non voluta, vissuta, condivisa, e molto altro. qui tutti gli appuntamenti Giudizi non richiesti sull’aborto presentazione del libro Rizzoli di e con Gilda Sportiello con Francesca Angeleri e Jacopo Rosatelli L’aborto è ancora ostacolato da stigmatizzazioni e pratiche violente. In un contesto di disinformazione e obiezioni, l’autrice difende il diritto a una scelta consapevole e sicura, contro le forze politiche che ne minano la legittimità, ribadendo l’importanza di garantire l’accesso a servizi non giudicanti e protetti. nell’ambito di Ho lasciato che fossi
📌 ingresso libero fino a esaurimento posti 👀 con la Carta Io leggo di Più puoi prenotare il tuo posto, nelle prime file: scrivi a [email protected] o chiama 011 8904401
✏️ la quarta di copertina Giudizi indesiderati, molestie, tentativi manipolatori di dissuasione, stanze dell’ascolto, violenze fisiche e psicologiche, disinformazione: quando una persona decide di interrompere una gravidanza è questo che spesso si trova ad affrontare. Pratiche e modalità che hanno il preciso scopo di alimentare lo stigma, suscitare sensi di colpa, rafforzare l’idea che ci sia un solo destino possibile: quello segnato dal dolore e dalla vergogna. È così che l’aborto viene trattato dalla morale – o dalla cattiva politica che si fa morale -, spacciato per gentile concessione e non riconosciuto come diritto alla salute, ostacolato e intralciato: da servizi inesistenti, consultori svuotati, tassi di obiezione così alti da diventare impedienti, leggi applicate solo in parte o del tutto disattese, pratiche inaccettabili che si trasformano in violenza impunita. Gilda Sportiello ci invita a tenere alta la guardia contro l’attacco che in Italia e in molti altri Paesi le destre stanno sferrando al diritto all’aborto sicuro e legale, presenta dati incontrovertibili (quando esistono), smonta la retorica del dolore e la narrazione della colpa, per ribadire che l’aborto va difeso come il frutto di una scelta libera e consapevole e garantito in spazi sicuri e mai giudicanti.