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Piazze fasciste
Data
Ven 28 marzo 2025
Orari
15:00
Ingresso
Gratuito
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Se c’è un luogo che ha raccontato il fascismo all’epoca della massima acquiescenza – ‘il consenso’- degli italiani, questo luogo è la piazza. La piazza fascista è senz’altro un luogo della memoria del fascismo, frutto delle tante immagini che di essa sono state prodotte e riprodotte, negli anni del regime e fino ad oggi, ed elemento distintivo del modo in cui pensiamo e ci raccontiamo il regime fascista e il rapporto degli italiani con questo regime. Ma come e quando la piazza italiana ha cominciato ad assumere quella forma specifica ed è diventata una piazza fascista? Quando quella piazza è diventata il simbolo di una nuova politica? E che cosa ci raccontano quelle piazze oceaniche sull’Italia e sugli italiani e le italiane degli anni Venti, Trenta e Quaranta? E quando, e come, le piazze hanno smesso, in Italia, di essere piazze fasciste? Obiettivo dell’intervento è indagare e riflettere sulla storia e la rappresentazione della piazza fascista dalle sue origini fino alla fine del fascismo a partire da queste domande. Giulia Albanese è professoressa ordinaria di storia contemporanea all’Università di Padova, dove coordina il Dottorato in Studi storici, geografici e antropologici. Nel corso degli anni i suoi interessi di ricerca si sono rivolti soprattutto all’indagine delle origini del fascismo, della violenza politica e delle culture autoritarie negli anni tra le due guerre, con attenzione via via crescente alla dimensione comparata e transnazionale del fascismo e alla sua memoria. Tra le sue opere ricordiamo Dittature mediterranee. Sovversioni fasciste e colpi di stato in Italia, Spagna, Portogallo (Laterza, 2016) e la nuova edizione di La Marcia su Roma (Laterza, 2022). Ha inoltre recentemente curato Il fascismo italiano. Storia e interpretazioni (Carocci, 2021) e, insieme a Lucia Ceci, I luoghi del fascismo. Memoria, politica, rimozione (Viella, 2022).