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Occupare la piazza. Nel 1989 e oltre
Data
Ven 28 marzo 2025
Orari
17:30
Ingresso
Gratuito
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Nel 1989 in Cina, Germania e Romania i movimenti del dissenso che contestavano i regimi occuparono delle piazze, con l’idea che conquistare quello spazio fisicamente delimitato avesse un significato politico e simbolico cruciale, che andava al di là dei confini nazionali. In anni più recenti, un’idea simile ha mosso altri movimenti di contestazione in diversi paesi, da Zuccotti Park a New York, a piazza Tahir al Cairo a piazza Taksim a Istanbul e oltre. La concretezza di uno spazio urbano singolare e l’universalità di un significato politico: tra questi due poli appare delinearsi la storia dell’occupazione della piazza, di cui, partendo dal caso delle piazze del 1989, si discuteranno le trasformazioni nel tempo, nella tensione tra la dimensione nazionale e la prospettiva globale. Emmanuel Betta è docente di Storia contemporanea al Dipartimento di Storia antropologia religioni arte spettacolo de La Sapienza. Università di Roma. È condirettore di «Contemporanea. Rivista di storia dell’800 e del 900» e membro della direzione di “Quaderni Storici”. Si occupa di storia della biopolitica e della sessualità, con particolare attenzione a razzismo, eugenetica, controllo delle nascite, salute e alla relazione tra religione, legge e medicina nella disciplina dei corpi. Ha lavorato anche sulla violenza politica e sulle digital humanities. Ha curato la sezione di storia contemporanea della Storia mondiale dell’Italia (Laterza 2017). Tra le sue principali pubblicazioni: Animare la vita. Disciplina della nascita tra medicina e morale, Mulino, Bologna 2006; L’altra genesi. Storia della fecondazione artificiale, Carocci, Roma 2012 (trad. francese Paris, 2017); con M. Mehr, Uomini e topi. Eugenetica in democrazia, Pavia, 2020.