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Rompere il gioco: nuove prospettive dell’attivismo contemporaneo
Date
Sat 29 November 2025
Timings
18:15
Entry
Free
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Viviamo in un periodo storico in cui anche la ribellione rischia di diventare merce. Le piattaforme amplificano le voci, ma allo stesso tempo assorbono e mercificano la protesta trasformandola in contenuto e neutralizzandone la forza. L’attivismo nel XXI secolo si muove dentro un sistema che tende a catturare ogni gesto politico e renderlo innocuo: il dissenso diventa branding, l’indignazione traffico, l’impegno si trasforma in un gesto individuale misurato in like e condivisioni.
Questo intervento propone una mappa per orientarsi attraverso l’attivismo: da quello che sostiene il sistema – lobby, brand activism, consumo etico – a quello che lo sfida realmente, fino a quella forma più insidiosa di attivismo “nel sistema”, che nasce con buone intenzioni ma finisce per adottarne le logiche di performatività, identità come prodotto, competizione per l’attenzione, individualizzazione delle lotte.
Se l’indignazione da sola non basta, che cosa possiamo fare? Rompere il gioco non significa abbandonarlo, ma smettere di giocare secondo le regole e costruire comunità reali, praticare solidarietà non spettacolare, sottrarre tempo e senso alla macchina dell’attenzione, recuperare la politica come relazione e non come esposizione. Tornare alla terra, ai corpi, ai territori, ai legami. Decolonizzare l’idea di libertà dall’individualismo e riscoprirla come possibilità condivisa. Perché la speranza non è ottimismo, è un lavoro collettivo, quotidiano, lento.