Naturalmente, Naturale e Innaturale nella storia
Dall’antichità a oggi i termini natura e naturale ricorrono costantemente nel discorso giuridico, politico, scientifico, culturale, religioso e assumono significati e valori anche molto diversi tra loro. Cosa si intende quando si usano quei riferimenti nel discorso pubblico? Cosa si intende quando si parla di confini naturali, famiglie naturali, cibi naturali, ruoli di genere naturali, ambienti naturali? E cosa significa dire che in queste o in altre circostanze, la natura o il naturale mancano?
Nel tempo attorno a queste parole la discussione si è spesso fatta molto accesa, perché si tratta di termini che tendono a muovere una riflessione sui principi, sulle responsabilità e sui limiti delle scelte individuali e collettive. Nei lunghi secoli del colonialismo, riferirsi alla natura è servito a legittimare la schiavitù di popoli e poi a determinare il ruolo sociale e politico della razza. Dalle origini della pratica religiosa, il naturale è stato un riferimento importante per definire le forme morali e giuridiche della famiglia e della parentalità. E ancora, guardando a natura e naturale si è costruita una critica ai cambiamenti nel rapporto con l’ambiente, dalla coltivazione agricola all’alimentazione, all’impatto sul territorio e sulla salute degli esseri viventi, volta a discutere il modo con il quale le società si sono storicamente organizzate. Nell’arte e nella letteratura, il naturale è stato un richiamo altrettanto forte per orientare le forme e i contenuti della rappresentazione. Interrogarsi sull’uso di questi termini in una prospettiva storica lunga può aiutarci a mettere a fuoco il senso complesso, cangiante, multiforme che il riferimento alla natura o alla sua assenza può assumere. E il programma della storia in piazza mostrerà come queste parole abbiano avuto un ruolo decisivo nelle esperienze storiche delle persone e delle comunità. Carlotta Sorba ed Emmanuel Betta
Modified in the last week
Related events
Pages involved
La Storia in Piazza
Quattro giorni di incontri, dialoghi, reading, mostre, laboratori, percorsi guidati, per adulti, bambini e ragazzi: la storia per tutti.
Achille Marotta
Achille Marotta sta scrivendo un libro su Islam, schiavitù e appartenenza nella Repubblica di Genova. È attualmente Max Weber Fellow presso l’Istituto Universitario Europeo di Firenze e da ottobre sarà Junior Research Fellow presso l’Oriel College dell’Università di Oxford. Ha conseguito il dottorato di ricerca presso l’Università di Bologna nel 2024.
Alessandro Sciarroni
Alessandro Sciarroni è attivo nell’ambito delle performing arts. Leone d’Oro alla carriera per la Danza, nel 2019, i suoi lavori partono da un’impostazione concettuale di matrice duchampiana e sono ospitati in festival, musei e spazi non convenzionali in Europa, America e Asia. Nelle sue creazioni coinvolge artisti provenienti da diverse discipline, facendo proprie le tecniche della danza, del circo o dello sport. I suoi lavori tentano di svelare, attraverso la ripetizione di una pratica fino ai limiti della resistenza fisica, le ossessioni, le paure e la fragilità dell’atto performativo. È artista associato di Marche Teatro.
Ferdinando Fasce
Ferdinando Fasce. Già professore ordinario di Storia Contemporanea nell’Università di Genova. Ha vinto l’Organization of American Historians Foreign-Language Book Prize per il miglior libro di Storia degli Stati Uniti in lingua straniera e il CLR James Award della Working-Class Studies Association per il miglior saggio di storia del lavoro. Corresponding editor del “Journal of American History”. Autore di numerosi saggi e volumi di storia del lavoro, della pubblicità e della cultura di massa fra cui Le anime del commercio. Pubblicità e consumi nel secolo americano (Carocci, 2012) e La musica nel tempo. Una storia dei Beatles (Einaudi, 2018). Ha in uscita I Beatles in Italia 1965. Cinque giorni, tre città, otto concerti (De Ferrari, 2025).
Nando Fasce
Ferdinando Fasce. Già professore ordinario di Storia Contemporanea nell’Università di Genova. Ha vinto l’Organization of American Historians Foreign-Language Book Prize per il miglior libro di Storia degli Stati Uniti in lingua straniera e il CLR James Award della Working-Class Studies Association per il miglior saggio di storia del lavoro. Corresponding editor del “Journal of American History”. Autore di numerosi saggi e volumi di storia del lavoro, della pubblicità e della cultura di massa fra cui Le anime del commercio. Pubblicità e consumi nel secolo americano (Carocci, 2012) e La musica nel tempo. Una storia dei Beatles (Einaudi, 2018). Ha in uscita I Beatles in Italia 1965. Cinque giorni, tre città, otto concerti (De Ferrari, 2025).