Anche il mostro ha paura. Note sul freak cinematografico dal muto ai nostri giorni

Anche il mostro ha paura. Note sul freak cinematografico dal muto ai nostri giorni


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Sat 28 March 2026

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Anche il mostro ha paura. Note sul freak cinematografico dal muto ai nostri giorni
Dal cinema delle origini al recente Frankenstein di Guillermo del Toro, il mostro opera come dispositivo di confine tra naturale e innaturale: un’alterità che incrina le tassonomie del normale. In dialogo con Mary Shelley – tra Golem, Caligari e l’eredità del freak-show come messa in scena della differenza – la mostruosità rivela anche il suo uso politico: non semplice eccentricità. Il mostro è figura attraverso cui si costruiscono appartenenze, si legittimano esclusioni, si naturalizzano gerarchie e paure collettive. Il freak, esibito e sfruttato, è una cartina al tornasole laddove estetica e morale si sovrappongono. Dall’espressionismo sino a Herzog, Lynch, Cronenberg, tra altri, la norma via via si incrina: la paura dell’Altro mobilita sguardo e massa. La sintonia con la creatura rivela che anche il mostro ha paura non solo dell’espulsione o dell’annientamento, ma pure dell’istante in cui, nello sguardo umano, è costretto a riconoscersi.
Denis Lotti è professore associato di Storia e critica del cinema all’Università di Verona. I suoi ambiti di ricerca comprendono il divismo, il fantastico e la fantascienza, il cinema di propaganda bellica e fascista, nonché la produzione audiovisiva della Repubblica Sociale Italiana, alla quale ha dedicato il database Cinesalò (Università di Padova, 2021). Tra le sue monografie: L’ultimo apache. Emilio Ghione, vita e film di un divo italiano (2008), La documentazione cinematografica (con Paolo Caneppele, 2014; seconda edizione 2025), Muscoli e frac. Il divismo maschile nel cinema muto italiano (2016), I Topi Grigi. Il romanzo cinematografico di Za la Mort (2018), Il cinema tra le colonne. Storia, metodi e luoghi della critica cinematografica italiana (2020), Prime luci. Itinerari nel cinema muto italiano. Temi, generi, forme (2024). Ha pubblicato su riviste nazionali e internazionali di settore e ha inoltre collaborato come consulente scientifico al documentario Rai Sperduti nel buio (2014). È membro del Consiglio Direttivo di LIMEN – Centro di Ricerca Interdisciplinare sul Fantastico nelle Arti dello Spettacolo (Università di Verona). Dirige la rivista “Ultracorpi. Il fantastico nelle arti dello spettacolo” (Università di Verona) che ha fondato nel 2023.


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La Storia in Piazza
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Quattro giorni di incontri, dialoghi, reading, mostre, laboratori, percorsi guidati, per adulti, bambini e ragazzi: la storia per tutti.

Denis Lotti
Denis Lotti

Denis Lotti è professore associato di Storia e critica del cinema all’Università di Verona. I suoi ambiti di ricerca comprendono il divismo, il fantastico e la fantascienza, il cinema di propaganda bellica e fascista, nonché la produzione audiovisiva della Repubblica Sociale Italiana, alla quale ha dedicato il database Cinesalò (Università di Padova, 2021). Tra le sue monografie: L’ultimo apache. Emilio Ghione, vita e film di un divo italiano (2008), La documentazione cinematografica (con Paolo Caneppele, 2014; seconda edizione 2025), Muscoli e frac. Il divismo maschile nel cinema muto italiano (2016), I Topi Grigi. Il romanzo cinematografico di Za la Mort (2018), Il cinema tra le colonne. Storia, metodi e luoghi della critica cinematografica italiana (2020), Prime luci. Itinerari nel cinema muto italiano. Temi, generi, forme (2024). Ha pubblicato su riviste nazionali e internazionali di settore e ha inoltre collaborato come consulente scientifico al documentario Rai Sperduti nel buio (2014). È membro del Consiglio Direttivo di LIMEN – Centro di Ricerca Interdisciplinare sul Fantastico nelle Arti dello Spettacolo (Università di Verona). Dirige la rivista “Ultracorpi. Il fantastico nelle arti dello spettacolo” (Università di Verona) che ha fondato nel 2023.