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Gli Editori Laterza celebrano i vent’anni delle Lezioni di Storia con un nuovo ciclo a Milano organizzato con il Piccolo Teatro Grassi grazie al prezioso sostegno di Fondazione Monte di Lombardia. Un atteso ritorno dopo l’ultimo appuntamento, nel 2022, nella Basilica di Santa Maria delle Grazie.
Oggi ne diventa cornice la sala di via Rovello, luogo fondativo della storia culturale della città. Il tema scelto, L’invenzione dell’Europa, di cui parleranno, in cinque date – dal 18 gennaio al 22 marzo 2026 – Laura Pepe, Alessandro Barbero, Alberto Mario Banti, Alessandro Vanoli, Simona Colarizi, è intimamente legato alla vocazione tenacemente internazionale del Piccolo, consacrata nel 1991 dal riconoscimento, unico teatro italiano a riceverlo, del titolo di Teatro d’Europa.
La prima volta al Piccolo delle Lezioni di Storia Laterza rimarca, nell’incontro naturale tra teatro e storia, la necessità della comunità di riflettere su se stessa e di farlo in uno spazio, quello della sala teatrale, dove si celebra il più ancestrale dei riti collettivi.
La storia millenaria dell’idea di Europa è fatta di cambiamenti veloci e di permanenze di lungo periodo, di grandi innovazioni e scoperte, di conquiste, di inclusione, di commistioni, di integrazioni; ma anche di intolleranza, di crisi, di guerre e di sopraffazione. C’è dunque bisogno di restituire complessità all’idea di Europa, all’idea di un immenso territorio da sempre costruito sulle diversità più che sulle similitudini.
Ecco allora cinque lezioni che, valorizzando gli aspetti narrativi e simbolici di alcuni momenti chiave, ci raccontano come il nostro continente si sia definito nel tempo come una costruzione ideale ancor prima che politica o finanziaria. Storie di singoli personaggi, di popoli e di Stati, certo; ma vi troveremo il cammino delle idee, le grandi trasformazioni tecnologiche, le riforme religiose, le rivoluzioni politiche e le crisi economiche. Si parleranno il linguaggio delle armi e dell’oscurantismo delle persecuzioni; ma anche quello della scienza e della filosofia, quello della lotta per le conquiste sociali e quello per l’affermazione dei diritti contro gli arbitri del potere. Il nostro passato e, insieme, il nostro futuro.
Perché, prendendo in prestito le luminose parole di Zygmunt Bauman, “l’Europa non è qualcosa che si scopre, bensì una missione, qualcosa da fare, creare, costruire. E occorrono un sacco di inventiva, senso di determinazione e lavoro sodo per compiere quella missione. Forse un lavoro che non finisce mai, una sfida a cui rispondere in toto, una prospettiva per sempre straordinaria. Sebbene le storie divergano, in tutte indistintamente l’Europa è un luogo d’avventure. Avventure come i viaggi interminabili intrapresi per scoprirla, inventarla o evocarla”.
Il pubblico del Piccolo Teatro Grassi assisterà a cinque narrazioni in grado di testimoniare altrettanti momenti che hanno trasformato il volto del nostro continente: dal racconto della percezione, forse per la prima volta, dell’idea di cittadinanza (18 gennaio 2026, Laura Pepe, 480 a.C. la battaglia delle Termopili) a quello dell’acquisizione di una precisa identità per differenza (25 gennaio, Alessandro Barbero, 732 la battaglia di Poitiers); e poi: le implicazioni positive e negative del concetto di nazione (1 febbraio, Alberto Mario Banti, 1848 la stagione delle rivoluzioni), la pretestuosa superiorità manifestatasi col colonialismo (15 febbraio, Alessandro Vanoli, 1494 Tordesillas, la spartizione del mondo), e, infine, il meraviglioso nuovo orizzonte sognato a Ventotene (22 marzo, Simona Colarizi, 1941 Ventotene, la nuova Europa).
Le lezioni saranno introdotte da Maria Luisa Zaltron.